OLESYA ROSTOVA – Il lieto fine purtroppo non c’è stato: Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Dopo dieci giorni di tira e molla e di speranza l’ufficialità è arrivata in serata: il gruppo sanguigno delle due ragazze non coincide. La giovane ragazza russa continua a cercare la madre, così come Piera Maggio non si arrende e vuole riabbracciare sua figlia. La storia, resa pubblica dal programma sovietico Lasciali parlare, ha lasciato tutti con il fiato sospeso. In molti se la sono presa con la trasmissione che avrebbe spettacolarizzato il tutto.
Il conduttore del programma, in un perfetto italiano, ha pubblicato un video chiedendo scusa alla famiglia Pipitone per l’accaduto. Dmitry Borisov ha detto: “Buongiorno, comprendiamo la preoccupazione di tutti gli spettatori italiani. Sia tramite l’avvocato Frazzitta sia attraverso questo video vogliamo scusarci con i genitori di Denise per l’attesa. Ti spiegherò cosa è successo. Inizialmente non ci aspettavamo che Olesya potesse essere al centro di tale attenzione in Italia. Devi capire che è venuta nel nostro programma cercando la mamma, fiduciosa che la mamma fosse in qualche parte in Russia o in Ucraina.
Dopo la prima trasmissione, molte chiamate sono state ricevute dal nostro pubblico, anche da regioni remote del nostro grande paese. Fin dall’inizio, la nostra squadra ha girato in diverse città, raccogliendo informazioni. Divers famiglie erano assolutamente certe che Olesya fosse loro parente. Abbiamo atteso i risultati dell’esame del DNA e il ritorno di Olesya a Mosca per poter continuare la ricerca. Come avete capito, non abbiamo alcun diritto di divulgare informazioni riservate senza il suo permesso. Appena tornato e si è accordata, ha subito spedito il suo gruppo sanguigno come richiesto dal legale della signora Maggio. Ha appreso i risultati e l’attesa della famiglia è finita. Oltre a questo test, c’è stato un confronto tra materiale genetico di altre mamme e quello di Olesya. Non volevamo assolutamente ferire i sentimenti di nessuno. Abbiamo solo fatto confronti per sapere la verità per Olesya e per tutte le possibili mamme che cercano le loro figlie (russe o italiane che siano)”.

