Dicembre 7, 2021

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Luana D’Orazio, due manomissioni nella macchina che l’ha uccisa: le ultime

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LUANA D’ORAZIO – Ci sarebbero due manomissioni nell’orditoio meccanico che ha causato la morte di Luana D’Orazio. La 22enne operaia è morta stritolata da quello stesso macchinario lo scorso 3 maggio scorso mentre lavorava nella ditta tessile di Montemurlo (Prato). Sull’orditoio sarebbe stata individuata una modifica al quadro elettrico che avrebbe permesso alla macchina di lavorare in automatico anche a saracinesca di protezione sollevata. In particolare con quella modifica il pulsante di avvio, che a saracinesca alzata dovrebbe essere inattivo, avrebbe funzionato lo stesso. Una manomissione, è l’ipotesi, compiuta per velocizzare il lavoro. Il secondo rilievo contenuto nell’anticipazione del Tgr Toscana riguarderebbe la modalità con cui stava lavorando l’orditoio di Luana al momento dell’incidente: sembra che il macchinario lavorasse in automatico ma su questo punto si aspetterebbe una conferma di un parametro da Francoforte, città dove ha sede l’azienda che produce l’orditoio.


Come sottolinea l’Ansa, due i reati ipotizzati dalla magistratura, omicidio colposo e “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”. Tre, ad oggi, gli indagati per i quali ci sono già stati gli interrogatori: sono il manutentore dei macchinari della ditta Mario Cusumano, la titolare dell’orditura Luana Coppini e suo marito, Daniele Faggi, che gli investigatori indicano come il gestore di fatto dell’azienda. I primi due hanno risposto alle domande dei pm, mentre Faggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’ipotesi che i sistemi di sicurezza dei macchinari della ditta fossero stati manomessi per funzionare anche con i cancelli di protezione alzati era stata avanzata sin dalle prime fasi delle indagini. Tutto al fine di velocizzare il lavoro. Non a caso, il fascicolo aperto alla procura di Prato, oltre all’omicidio colposo ipotizza anche il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”. Ad essere manomesso, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, sarebbe stato anche un orditoio gemello rispetto a quello che ha ucciso la giovane Luana, a sua volta posto sotto sequestro per ordine della procura.

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