Ottobre 27, 2021

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Berrettini: “Criticato per aver rinunciato all’Olimpiade, tornerò da Parigi con l’oro”

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Matteo berrettini

In un’intervista rilasciata a Sportweek, il tennista Matteo Berrettini ha parlato del cambiamento interiore subito dopo il raggiungimento della finale di Wimbledon contro Djokovic: “Sto imparando a conoscermi sempre di più, so quando c’è margine per far bene e quando invece qualcosa scricchiola. Prima di Wimbledon sentivo che avrei potuto fare un bel torneo, ma non sono certo entrato con l’idea di arrivare in finale. Se è cambiato qualcosa? Beh sì… Di sicuro c’è molta più gente che sa chi io sia, quindi ci sono più foto, selfie, più richieste. Quello che sto cercando di fare a dispetto di tutto questo clamore è rimanere me stesso. Tanti ragazzi hanno me come idolo? È una delle cose che più mi rende orgoglioso. Credo accade quando si riesce a trasmettere qualcosa che va oltre una pallina mandata al di là di una rete, magari hanno visto quella voglia e quella determinazione che vorrebbero avere”.

Il tennista si è poi espresso sulla decisione, causa problemi fisici, di rinunciare ai Giochi di Tokyo: “Non partecipare è stata sicuramente la delusione più grande della stagione. Era un appuntamento che aspettavo da anni, ho sempre avuto il desiderio di esserci, è il mio sogno da quando ero bambino. Ci sono stati tanti commenti negativi e questa cosa mi ha fatto molto male. Fingere un infortunio è qualcosa di estremamente grave. Prometto che dall’Olimpiade di Parigi tornerò con un oro”.

Il tennista ha parlato anche del legame con la famiglia: “I miei genitori sono stati davvero i primi a credere in me, si sono sacrificati per aiutarmi in questo percorso. Se ho fatto grandi cazzate? Chi non le ha fatte? Non chiedetemele, non posso dir nulla. Sportivamente so di aver commesso tanti errori, ma ogni caduta mi ha reso più forte. Paura? In campo so che se non ho paura c’è qualcosa che non va. Vuol dire che non ci tengo abbastanza e quindi non giocherò la partita migliore”.

Infine, un commento sugli azzurri del calcio, con cui ha condiviso il giro in pullman all’indomani della finale di Wembley: “L’incontro con Mattarella e il premier Draghi, poi il giro in pullman con gli azzurri. È stato un lunedì da ricordare. I ragazzi della Nazionale li sento ancora, in particolare Donnarumma e Immobile. Sono stati gentilissimi con me già da Wembley, mi hanno coinvolto senza darmi l’idea che fosse una forzatura. Bellissimo”.

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