Nell’intervista rilasciata a Repubblica, Fabio Caressa ha ripercorso la sua carriera. Dagli inizi a TeleRoma56 fino alle prime esperienze extra-calcio con Money Road. “La mia prima telecronaca? Fu una radiocronaca, Lazio-Cesena, aprile 1987. All’epoca le private erano abusive, a me davano 50mila lire da consegnare al tecnico della Sip che di nascosto ci apriva una linea telefonica”.
“La paura più grande per un radiocronista? Arrivare in ritardo. Io arrivo allo stadio sempre due ore prima. Solo una volta sono arrivato a ridosso. Quando? Per un Milan-Barcellona. Dovevo commentarla con Carlo Ancelotti, che mi disse: ‘Ti vengo a prendere alle 18,30’. ‘È tardi’, risposi. ‘No, no, dai che ce la facciamo’, ha ribattuto Carlo con la sua solita flemma”. Poi sono le 18,35 e di Carlo non c’è traccia. Io friggo di ansia. Poi arriva, sereno come sempre, e naturalmente sulla tangenziale c’è un traffico spaventoso, io sono fuori di me dall’agitazione, e quando siamo a 700 metri da San Siro salto dalla macchina e corro come un pazzo verso lo stadio. Arrivo tutto sudato, mi cambio la camicia, e mi metto in postazione giusto cinque minuti prima dell’inizio (…) Due minuti dopo mi sento battere sulle spalle, era Carlo: “Sei un pirla, se rimanevi con me ti prendevi pure il caffè col presidente del Barcellona…”
Infine, una frecciata al collega, Lele Adani: “Mi ha dato del fariseo? Non mi scuce un baffo”.
