Paola Barale ha iniziato una nuova avventura come concorrente del nuovo reality “The Traitors”, condotto da Alessia Marcuzzi.
Per l’occasione ha anche ripercorso la sua vita spiegando i motivi che l’hanno spinta a rimettersi in gioco: “Per me non è un reality: nei reality ti chiudono in una casa, ti spediscono su un’isola dove c’è un perimetro. Vieni ripresa in tempo reale. È vero che con The traitors eravamo chiusi in un castello, ma non tutto il giorno. Poi è registrato, montato: io lo definirei un game show”.
Alla soglia di 60 anni la Barale si reputa però una donna fortunata: “Un po’ mi dispiace diventare grande, ma me ne faccio una ragione; se non puoi combattere un nemico, cerchi di allearti con lui. Credo di essere una donna fortunata, come mi dicono, sono ancora croccante. Forse il fatto di non avere figli mi ha aiutato, nel senso che sento meno responsabilità. Non che le donne che hanno figli abbiano più difficoltà a essere croccanti, chiariamo, ma responsabilità importanti ti cambiano l’approccio con la vita. Io la affronto con una concreta leggerezza”.
Poi sull’uomo ideale: “Mi piacciono gli afroamericani, non per il tronchetto della felicità… Mi piace chi ha una cultura e un background diversi, che mi sappia stupire e abbia voglia di stupirsi. Deve amare gli animali e aver voglia di fare progetti insieme”.

