A Roma si moltiplicano le segnalazioni di cartelle pazze inviate da Ama per presunti mancati pagamenti della Ta.Ri., la tassa sui rifiuti. Nelle ultime settimane l’azienda capitolina sta recapitando bollette esorbitanti e spesso prive di fondamento, anche da 2.000 o 3.000 euro, a cittadini che in molti casi avevano già regolarmente saldato le mensilità richieste o che risultano proprietari solo di minime percentuali di immobili. Una valanga di richieste di annullamento è già partita da parte degli utenti, stanchi di dover dimostrare la propria estraneità a pagamenti che appaiono palesemente errati. Il fenomeno, già emerso in passato, sembra essersi intensificato negli ultimi giorni, gettando nel panico molti contribuenti.
Secondo quanto riferito da diversi cittadini, le nuove cartelle Ama arrivano spesso senza alcuna spiegazione chiara, con importi elevatissimi e riferimenti a periodi di residenza mai avuti. In alcuni casi le bollette vengono inviate a indirizzi in cui le persone non vivono più da anni, o addirittura a nominativi estranei a quella specifica utenza. Un cortocircuito amministrativo che ha già provocato lunghe file agli sportelli e un’impennata di chiamate ai numeri di assistenza.
Il consiglio è di non farsi prendere dal panico e contattare immediatamente il servizio informativo del Comune di Roma al numero 060606 per verificare la propria posizione e richiedere l’annullamento della cartella in caso di errore. Ama, dal canto suo, ha fatto sapere di essere al lavoro per chiarire le anomalie e correggere gli errori di sistema che avrebbero generato le notifiche errate. Intanto, il clima resta di forte confusione, con centinaia di cittadini che temono di ricevere richieste di pagamento infondate.

