NEWS | Achille Costacurta: il tentato suicidio, la droga, il TSO

Achille Costacurta si è raccontato per la prima volta ai microfoni di One More Time, podcast condotto da Luca Casadei. Il figlio di Martina Colombari e Billy Costacurta ha ripercorso l’adolescenza difficile, la rabbia, l’abuso di sostanze e anche il tentativo di togliersi la vita.

A scuola non riuscivo a stare fermo, i professori non capivano, e nessuno mi aveva diagnosticato l’ADHD. L’ho scoperto solo l’anno scorso in Svizzera”.

“Ho iniziato a fumare a 13 anni, a 18 ho provato la mescalina. Una volta ho avuto una colluttazione con la polizia. Ero sotto effetto e ho fatto il matto su un taxi. Il poliziotto arriva, mi tira un pugno in faccia, io ero allucinato quindi l’ho spaccato di legnate. Lì dopo poco mi fanno il primo TSO, me ne hanno fatti 7“.

“Il problema era che, quando me l’hanno fatto a Padova, perfetti, gentilissimi, a Milano mi hanno legato al letto per tre giorni perché gli ho dato un colpo sulla spalla. Urlavo che mi serviva il pappagallo, io ero legato, mani e piedi, tutto, e mi dovevo fare la pipì addosso. Quando sono andato in clinica in Svizzera mi hanno detto: “se fossi stato fuori altri 10 giorni saresti morto”.

Poi il tentato suicidio quando era in comunità: “Nessun medico ha saputo dirmi come io sia ancora vivo perché l’equivalente di sette boccettine di metadone sono sui 35, 42 grammi di eroina. La gente muore con un grammo”.

Mia madre ha pianto tanto. Mio papà l’unica volta che gli ho visto scendere una lacrima è stato quando mi hanno proprio portato via. Quando mi avevano fatto il depot, io tutti i giorni chiedevo di andare a fare l’eutanasia perché non avevo più emozioni e volevo morire. E lì l’ho visto piangere”, questo il suo racconto da brividi.

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