Lunedì 3 novembre a Mondovì è andato in scena il primo ciak della nuova avventura di Eva Henger, che debutta ufficialmente dietro la macchina da presa con “Quella brava ragazza”, il suo primo film da regista. Un progetto personale e intenso, nato da un sogno coltivato nel tempo e finalmente diventato realtà. Dopo una lunga carriera davanti all’obiettivo, l’ex modella e attrice ungherese ha scelto di mettersi alla prova in una nuova veste, firmando anche la sceneggiatura di un dramma che intreccia mistero, introspezione e temi sociali.
Ai microfoni di TuttoGossipNews.it, Eva si è raccontata con entusiasmo e sincerità: dalle emozioni dei primi giorni di set al legame speciale con la sua troupe, fino al curioso omaggio alla Lazio e a Pedro, inserito con affetto tra le scene del film. Tra sogni, ansie da debutto e grandi aspettative, ecco cosa ci ha rivelato su questa nuova, sorprendente avventura.
- Cosa l’ha spinta ha passare dall’altra parte della telecamera?
“Avevo questo sogno da sempre, possiamo dire così. Ho cominciato con la fotografia, ormai tanti anni fa. Inoltre ho scritto anche diverse sceneggiature e tante volte ho lavorato sul set come assistente alla regia. E mi è capitato di immaginare il prodotto finale in un modo diverso, magari anche scritto in un modo diverso, insomma un altro occhio rispetto a quello del regista. E quindi tante volte mi sono detta che il prossimo film lo avrei sia scritto che diretto da sola, ed eccoci qui. Per fortuna ho trovato le persone che hanno dimostrato di avere fiducia in me e che mi hanno concesso questa occasione”.
- E come sta andando?
“Sono sincera, le due notti precedenti all’inizio delle riprese non ho dormito. Ieri invece abbiamo terminato il terzo giorno di lavoro e in tutti e tre i giorni abbiamo finito in anticipo, stiamo andando come treni”.
- Di quale genere di film stiamo parlando e dove ha preso l’ispirazione per la storia?
“Si tratta di un film drammatico. Ogni volta che scrivo mi baso parecchio sulla mia esperienza personale, magari anche qualcosa di sentito da dei conoscenti o da quello che viene raccontato in tv. Ho accumulato tante esperienze in questi anni che mi hanno arricchito, perciò le posso usare per le mie sceneggiature. Però in questo caso la storia in sé nasce dalla mia immaginazione”.
- In questo film sappiamo che c’è un omaggio anche alla Lazio e a Pedro…
“Sì è vero. In una recente intervista ha detto che questo sarà il suo ultimo anno alla Lazio e che poi si prenderà una pausa prima di ritornare a lavorare nel calcio nei panni o di allenatore o di dirigente. Per questo motivo lo abbiamo voluto omaggiare e abbiamo allestito la cameretta di un bambino con le foto e i poster di Pedrito”.
- Come si definirebbe come regista?
“Sono solo i primi giorni in questo ruolo. Potrò rispondere a questa domanda solo quando avremo finito di girare, e il film sarà pronto. Definirmi da sola è molto difficile, saranno anche gli altri a dovermi dire cosa hanno visto nel mio lavoro”.
- Come sta andando il rapporto con gli attori?
“Per il momento sta andando tutto molto bene, anche loro mi aiutano molto. Inoltre ho un ottimo rapporto con la troupe, che è una cosa importantissima. Però è difficile dirti qualcosa di preciso, mi sento come un pittore che sta dipingendo il suo primo quadro e ho dato appena le prime due pennellate. Non posso dire quale sia il risultato finale, bisogna aspettare”.
- Passiamo alla storia: di che cosa parla questo film?
“Inizia con il ritrovamento del corpo di una ragazza giovane, che apparentemente non ha niente da nascondere. Guardando i social, i lavori svolti e alcuni suoi comportamenti, piano piano vengono fuori dei sospetti che avvolgono di mistero la figura di questa ragazza. All’interno del racconto vengono coinvolte diverse famiglie, due in particolare che scopriremo essere state come dei giocattoli in mano alla ragazza. L’obiettivo di questo film è anche quello di toccare il sociale e il tema della sensibilità dei bambini, che vivono in maniera amplificata i sentimenti e gli stati d’animo dei genitori”.
- A livello di tempistiche: quando sarà pronto il film e quando pensate di farlo uscire?
“Noi abbiamo previsto cinque settimane di girato, dopodiché inizia il lavoro vero. Il montaggio, la musica, la color correction… insomma, serviranno un po’ di mesi. La nostra previsione è quella di farlo uscire in primavera”.
- Com’è andata la selezione del cast? Quale è stato il criterio per la scelta degli attori?
“Di solito il regista ha sempre un’idea molto chiara in mente. A volte capita di pensare a un attore, poi dopo il provino e il risultato non è quello che immaginavi. Il nostro casting è iniziato in estate, precisamente a luglio, e solo pochi giorni fa abbiamo chiuso i provini e deciso chi avrebbe fatto parte del film. Non è stato così semplice e veloce trovare le persone giuste“.
- Pensando al futuro, dove le piacerebbe vedere questo film? Qual è il suo desiderio più ambizioso?
“Potrei stare qui delle ore a parlare dei miei sogni. Ovviamente quando si parla di un film tutti sperano di vincere dei premi. Ma in realtà spero che il mio lavoro possa piacere, soprattutto al pubblico”.




