Una rivoluzione destinata ad avere effetti enormi per automobilisti e amministrazioni locali scatterà il 30 novembre 2025. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito definitivamente che le sanzioni per eccesso di velocità rilevate da autovelox privi di omologazione ufficiale devono essere considerate nulle. Il principio non è nuovo, ma ora assume un valore assoluto: un autovelox può multare solo se certificato secondo i requisiti tecnici stabiliti dall’articolo 142 del Codice della Strada, un processo che garantisce che il dispositivo misuri la velocità in modo corretto e con margini di errore controllati. Senza questa procedura, qualsiasi verbale diventa illegittimo. Una decisione che, con l’avvicinarsi delle nuove scadenze del Ministero, rischia di travolgere migliaia di ricorsi e mandare in tilt gli uffici comunali.
Il MIT, con un decreto pubblicato il 30 settembre 2025, ha imposto ai Comuni un censimento completo di tutti gli autovelox installati sul proprio territorio. L’obbligo è chiaro: le amministrazioni devono comunicare entro 60 giorni l’elenco aggiornato dei dispositivi omologati, affinché vengano registrati in un archivio nazionale che diventerà l’unico riferimento valido per la legittimità delle multe. Dal 30 novembre, quindi, ogni apparecchiatura che non compare in questa banca dati sarà automaticamente considerata irregolare. Ciò significa che, se un automobilista dovesse ricevere una sanzione generata da un autovelox non registrato, avrà la possibilità concreta di contestarla e ottenere l’annullamento, semplicemente verificando online la presenza o meno del dispositivo nel registro ministeriale.
Il nuovo sistema costringerà i Comuni a una corsa contro il tempo per evitare un’ondata di verbali annullati e potenziali richieste di rimborso. Per gli automobilisti, invece, si apre una fase di maggiore tutela: chi ritiene di essere stato multato ingiustamente potrà accedere agli atti relativi all’omologazione dell’autovelox, conservare tutta la documentazione e procedere con un ricorso basato su un principio di diritto ormai consolidato. La Cassazione ha ribadito che non esiste alcuna discrezionalità: un dispositivo non omologato equivale a una multa priva di valore. Questa nuova normativa cambierà profondamente il modo in cui vengono gestiti i controlli di velocità in Italia, imponendo trasparenza, tracciabilità e standard tecnici verificabili per ogni apparecchiatura installata lungo le strade.
