Una maxi-inchiesta ha coinvolto 21 tra militari e agenti indagati per furto aggravato ma, in totale, sono 44 gli indagati tra cui figurano dipendenti di negozi vicini alla Coin di via Giolitti, luogo assunto a magazzino di oggetti rubati.
Tutto è partito da 184mila euro di ammanco emersi nell’inventario del 2024, un buco del 10.8% del fatturato che ha fatto scattare le indagini.
Dai filmati delle telecamere piazzate ovunque è emerso il meccanismo ben rodato: una cassiera della Coin metteva da parte al merce e la nascondeva in un armadio rimuovendo prima le tacche anti taccheggio e poi preparando le buste.
All’arrivo dei carabinieri consegnava le buste che contenevano i capi più disparati: cappelli, borse, giacche, intimo, cosmetici.
In totale sono 9 gli agenti della polizia indagati: un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, un’agente. Tra i carabinieri dodici esponenti dell’Arma, tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e infine appuntati scelti in servizio allo scalo.

