Il Ministero della Salute ha pubblicato il report epidemiologico sulla tubercolosi ed è emerso che i casi stanno aumentando, la situazione non è allarmante ma da tenere sotto controllo. L’Italia resta è un paese a bassa endemia, con meno di 10 casi l’anno per 100mila abitanti, ma nel 2024 (ultimo anno disponibile) si è registrato un aumento dei casi dell’8.9% rispetto all’anno precedente. Il 12.9% delle notifiche arriva dal Lazio. Si tratta del secondo valore più alto in Italia dopo quello della Lombardia: 19.9%.
Nel dettaglio, sono 406 i casi individuati nel Lazio. Inoltre, si registrano 7.1 notifiche ogni 100mila abitanti. Un valore più alto di quello nazionale, fermo al 5.3. Il Ministero della Salute ha spiegato nell’ultimo report epidemiologico che “rimane prioritario consolidare e potenziare le attività di prevenzione, diagnosi, cura e sorveglianza della tubercolosi, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili”.
La tubercolosi, spiega l’Istituto superiore di Sanità, è una malattia infettiva contagiosa, causata da un batterio che nella maggior parte dei casi interessa i polmoni. Possono essere coinvolti anche altri organi e apparati. Si trasmette per via aerea, attraverso particelle infettanti diffuse nell’aria da una persona contagiosa quando tossisce o starnutisce. Tra i sintomi della tubercolosi polmonare rientrano: tosse persistente (da più di 3 settimane), febbre, sudorazioni notturne, perdita di peso, stanchezza, dolore toracico.

