Briga si racconta. In un’intervista rilasciata a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, il cantante ha parlato della sua musica e della sua vita privata, compresa la nascita di sua figlia avuta con Arianna Montefiori: “È un’emozione meravigliosa, ogni giorno. È davvero difficile spiegarlo a parole, ho provato a raccontarlo in “Allegra”, il mio ultimo singolo. È un periodo intenso, di grandi novità e io lo sto vivendo giorno per giorno con l’entusiasmo di un bambino. Ho sempre ricercato la serenità assoluta nella mia vita e posso dire di averla provata per la prima volta solo quando ho stretto mia figlia tra le braccia“.
“Se cambierà la mia musica? Non direi. Per quanto io abbia sempre cercato di raccontarmi tramite la musica, non ho mai lasciato che fossero gli avvenimenti della mia vita privata a condizionarla. È più un processo di accettazione ed elaborazione di quello che mi succede, un’evoluzione artistica in linea con la mia crescita personale come uomo. Sono una persona curiosa e aperta al mondo e questo mi porta già di natura a sperimentare più generi, a cambiare nel tempo”.
“Ho tanti sogni, lavorativi, artistici, sportivi e personali. È vero che uno di questi si è appena realizzato ma non per questo smetterò di sognare. Mi piacerebbe tanto poter dare un fratellino ad Allegra per esempio. Sognare è importante, ma impegnarsi per realizzare i propri desideri è ciò che fa la differenza”.
Si arriva così al tema della resilienza, e Briga riflette su come si continui a sognare nonostante le difficoltà: «È una questione di struttura mentale. In questo momento storico, con i social, siamo sottoposti a costanti paragoni con la vita degli altri. La differenza la fa la capacità di concentrarsi sulle proprie scelte, la propria realtà».
“Il mio primo libro? Scriverlo è stato più utile a me che al pubblico, ho deciso di farlo perché avevo subito alcune critiche dopo la mia partecipazione ad “Amici”, nonostante nessuno conoscesse la mia vita, e volevo dare una possibilità alle persone di ricredersi sul mio conto, e a me stesso di raccontarmi. Ogni tanto, quando sono triste o ho dubbi su me stesso, me lo rileggo; serve per ricordarmi chi sono e tornare subito alla carica”.

