Quanto accaduto a Jannik Sinner nella giornata di ieri al Roland Garros non è passato inosservato e non sarebbe potuto essere altrimenti. Il numero uno al mondo è crollato, senza nessuna avvisaglia, nel modo più amaro. “Ero senza energie e non trovavo via d’uscita. Ero piatto con tutto il corpo, non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole. Ho provato a restare lì con tutto quello che avevo, ma questo oggi era il massimo”, queste le parole del tennista al termine della gara.
Su quanto accaduto in molti privano a darsi spiegazioni così come ha fatto Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale che ha così commentato il fatto: “Quanto accaduto deve ricordarci una verità spesso dimenticata: anche gli atleti più forti al mondo restano esseri umani”.
“Nessun organismo può essere considerato una macchina perfetta e inesauribile. Non parlerei di errore né di responsabilità individuali. Piuttosto di un organismo che, dopo mesi di impegni ai massimi livelli, ha lanciato un segnale inequivocabile: la necessità di fermarsi e recuperare”, ha concluso Pregliasco.

