Mondiali 2026, l’Iran protesta: “Gli altri trattati in modo diverso da noi”

Alla vigilia della sfida con il Belgio, in programma alle 21 (italiane) di domenica 21 giugno, valevole per la seconda giornata del Gruppo G, l’Iran ha ribadito la protesta per le restrizioni e i disagi affrontati.  Il ct Amir Ghalenoei ha sottolineato ancora una volta che la squadra iraniana ha subito limitazioni e problemi, compreso il rifiuto dei visti.

“Avevamo bisogno di 24 ore a Los Angeles, ma ce ne hanno concesse meno di 16 – ha spiegato – ed è per questo che abbiamo dovuto interrompere gli allenamenti a metà. Queste limitazioni ci hanno reso le cose molto difficili”.

Alla selezione iraniana è stato imposto di volare negli Stati Uniti il giorno prima della partita e di tornare immediatamente dopo al proprio centro di allenamento a Tijuana, in Messico. “Non si può negare che la nostra situazione sia stata diversa da quella delle altre squadre”,ha dichiarato il centrocampista Saeid Ezatolahi.

Il ct ha poi concluso: “Siamo qui per il calcio, non per la politica, e lo ripetiamo. Le nostre rimostranze riguardano il modo in cui si sono comportati con noi. Non ho sentito nulla dagli altri allenatori (ai Mondiali), e sono sicuro che siano impegnati a preparare le loro squadre e non ci aspettiamo certo che reagiscano. Ma se avessi visto un’altra squadra essere trattata come noi, avrei detto qualcosa“.