È la terza causa legata all’ambiente di lavoro che Kylie Jenner si trova ad affrontare. Una chef privata l’ha citata in giudizio presso la Corte Superiore di Los Angeles il 22 giugno, sostenendo che i turni estenuanti e le condizioni di lavoro a cui era sottoposta, nonostante avesse comunicato ai supervisori di essere in gravidanza ad alto rischio, le abbiano causato un aborto spontaneo, come riporta People.
La donna aveva iniziato a lavorare per Jenner a novembre 2024, riferendo fin da subito ai supervisori di essere incinta di tre mesi e di aver bisogno di misure di tutela adatte alla sua gravidanza ad alto rischio. A dicembre, secondo quanto riportato nel documento depositato in tribunale e ottenuto da People, le sarebbe stato chiesto di “trasportare pesanti alimenti attraverso la strada e in salita”: la chef avrebbe iniziato ad ansimare e a soffocare, tanto da dover essere soccorsa dalla sicurezza.
Anziché ricevere assistenza, prosegue ancora Leggo.it, sarebbe stata “ripresa” per aver turbato Jenner. Il primo febbraio 2025, durante una festa di compleanno per uno dei figli di Kylie, la donna afferma di non aver ricevuto “supporto adeguato” dai supervisori e di essere “crollata emotivamente in bagno durante l’evento” per via dello sforzo fisico.
La mattina seguente, dopo un’emorragia, si è recata al pronto soccorso: lì le è stato comunicato di aver perso il bambino. Nei giorni successivi ha informato i supervisori dell’accaduto, venendo però accusata, a suo dire falsamente, di “aver lasciato la cucina e il frigorifero in disordine dopo l’evento di Palm Springs”.

