Raz Degan deve fare i conti con la giustizia per una storia che ha ben poco della sua celebre ascesi spirituale. L’attore israeliano è stato infatti rinviato a giudizio dal tribunale di Brindisi, con le pesanti accuse di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, vedendosi fissare la prima udienza per il prossimo 2 ottobre.
I fatti risalgono al pomeriggio del 31 luglio 2024, quando la quiete isolata del suo trullo nelle campagne tra Cisternino e Ostuni è stata interrotta da un concitato diverbio. Quella che doveva essere una banale manutenzione all’impianto di allarme si è trasformata in un caso giudiziario, con l’ex modello accusato di aver perso le staffe per questioni di cantiere.
Un elettricista ha fatto mettere a verbale, spiega ancora Leggo.it, una dinamica che somiglia molto a un sequestro di persona improvvisato. Secondo la ricostruzione della Procura, l’ex modello avrebbe aggredito l’operaio con spintoni e minacce, strappandogli di mano lo smartphone e appropriandosi delle chiavi della vettura per impedirgli fisicamente di abbandonare la proprietà. Una situazione di fortissima tensione culminata con un malore dello stesso elettricista, che ha richiesto l’intervento d’urgenza dei sanitari del 118 e delle forze dell’ordine per riportare la calma, prima di costituirsi parte civile per chiedere i danni.
Raz Degan, dal canto suo, ha affidato direttamente al suo profilo Instagram una replica che liquida l’intera impalcatura. “Non riconosco nulla delle accuse riportate sui giornali in questi giorni. I fatti sono stati piegati fino a diventare una sceneggiatura di fantasia“, ha scritto via social. La celebrità ha poi chiuso il post blindando la propria serenità in vista del 2 ottobre: “Ma ho piena fiducia nella giustizia: è lì che la finzione tornerà a essere realtà“.
