Dopo aver lasciato la Rai, Amadeus ha firmato un contratto multimilionario con Discovery Warner Bros per la durata di quattro anni, che è finito con una risoluzione consensuale dopo soli due anni, a causa dei risultati non esaltanti delle sue trasmissioni sul Nove. Molti davano per certo un immediato rientro in Rai, ma l’amministratore delegato Giampaolo Rossi al Festival della Tv di Dogliani ha frenato subito: “Non è nei nostri piani un suo rientro“.
Alla presentazione dei palinsesti ad Ancona, invece, è stato più morbido e ha spiegato che le porte per Amadeus non sono totalmente chiuse, perché la Rai non lascia fuori i volti che hanno fatto parte della sua storia, a patto però che ci siano dei progetti interessanti e anche lo spazio per collocarli.
Si legge su Biccy.it: “Amadeus? Voglio evitare fraintendimenti. Parliamo di un nome che nella sua storia è legato all’azienda. Quando un talent decide di fare percorsi diversi genera naturalmente tensione e dispiacere. La storia si interrompe, pur riconoscendo la legittimità di raccogliere altre sfide. La Rai è una azienda aperta, non pone chiusure. Se ne andò anche Pippo Baudo e poi tornò con un ruolo diverso. Il caso di Amadeus è legato oggi alla possibilità di avere un’idea editoriale – e a quel punto se ne può discutere. La Rai non è un’azienda chiusa e in qualsiasi momento ha saputo accogliere a fronte di un progetto convincente le sfide anche di chi se ne è andato. Ma oggi siamo pieni di talent di alto livello come Stefano De Martino e Carlo Conti che hanno sostituito Amadeus quando se ne andò portando risultati straordinari“.
