NEWS | Signorini rompe il silenzio: “Io in una bolla, chi non ce la fa si ammazza”

Dopo mesi Alfonso Signorini ha deciso di rompere il silenzio e di tornare a parlare di quanto accaduto dopo le rivelazioni di Fabrizio Corona.

Raggiunto dai microfoni de Il Giornale ecco le sue parole: “Il mio primo pensiero è stato costruirmi una bolla. Perché quando sei al centro di un clamore mostruoso, di una gogna mediatica che vuole annientarti, non devi capire come vivere, ma come sopravvivere. Chi non ce la fa si ammazza”.

“Come ne sono uscito? Soprattutto grazie al mio compagno, che aveva tutto il diritto di dirmi “arrivederci e grazie” e invece mi è rimasto accanto ogni giorno”, a permetterglielo sono state tre cose principalmente: “La mia coscienza, la fede, che arriva in soccorso quando la vita è più dura, e una garanzia economica che mi ha consentito di difendermi”.

Infine gli amici: “La cosa che mi ha fatto più male è stato il silenzio di persone che si professavano fratelli e amici. Per trent’anni mi avevano scritto lettere, biglietti pieni di affetto e di stima. Poi sono spariti. Nemmeno una telefonata per chiedermi come stessi. È stata una mancanza di umanità che non dimenticherò facilmente. Non mi considero un santo. Sono una persona che vive la vita nella sua totalità e con tutti i suoi colori. Credo fermamente che ciascuno debba essere libero di vivere”, ha concluso Signorini.

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