Lunga intervista ai microfoni di Sky Tg24 per l’attrice Ambra Angiolini, che ha parlato del suo iniziale successo con ‘T’appartengo’, cantato a ‘Non è la Rai’, e dei suoi primi lavori nel mondo del cinema. Di seguito le sue dichiarazioni.
“Al mio funerale canteranno T’appartengo. Qualcuno farà lo scherzo di cantarlo, ma a quel punto non potrò fare niente. Quindi comincerò ad abituarmi all’idea che, quando parte la musica, non mi arrabbierò: la prenderò bene”.
“Non ricordo esattamente come sia arrivato quel successo. Quando la televisione ha iniziato a tirare fuori la versione peggiore di me, ho capito che non stavo più bene e che non volevo mostrare quella parte. Non mi sembrava onesto”.
“Dovevo riappropriarmi del mio nome, farlo diventare il mio marchio e non quello costruito ad arte. Per dieci lunghi anni ho fatto diversi tentativi: alcuni terribili, altri invece andati a buon fine. Il lavoro con Ozpetek? Mi ha restituito la parte con cui ancora oggi lavoro, quella dell’emotività e della fragilità”.
