Intervistato da La Repubblica, il famoso attore Vinicio Marchioni ha raccontato un momento molto complicato della sua vita. Nel 2012, infatti, ha scoperto di avere un tumore alle ossa, poi curato e rientrato del tutto.
“Fortunatamente è rientrato, è stato curato, ma quell’esperienza mi ha portato a ripensare anche il rapporto con il mio corpo. Tra l’operazione, la fisioterapia e le cure, mentre cercavo di costruire il corpo di Stanley (Kowalski, protagonista dello spettacolo “Un tram che si chiama Desiderio”, ndr), mi ritrovavo a fare i conti con il mio. Stanley era un uomo guidato da una potenza fisica enorme. Io, invece, stavo cercando un nuovo equilibrio nel mio corpo”.
“Non mi è mai piaciuto mettere in piazza le sofferenze. L’ho vissuta come un’esperienza, quasi come se avessi incontrato un altro personaggio. Era qualcosa che entrava dentro di me e con cui dovevo convivere. Sono fatalista e forse ho finito per riversare tutto dentro il viaggio di quel personaggio”.
“Per fortuna, è andato tutto bene. In quel periodo sono nati anche i miei figli. Avevo intorno una vita pienissima: il mio ruolo teatrale più importante, il cinema che stava andando bene. Non potevo fermarmi”, ha infine concluso.
