Il prossimo 2 settembre Wanna Marchi compirà 84 anni e ha raccontato al settimanale Gente come trascorrerà la giornata speciale: “Con una festa con 200 persone: un mio carissimo amico, siccome è anche il suo compleanno, ha organizzato tutto lui. Se fosse per me, non festeggerei”.
Quindi ha aggiunto, riporta Today.it: “Non ho intenzione di morire: ho tante cose da fare”. Per esempio? “Dipingo. Poi sono stata a teatro in giro per l’Italia con lo spettacolo di Giuseppe Cruciani: un successone. Vado anche a cucinare nei ristoranti dove mi richiedono. Sono una brava cuoca. Il mio forte sono i tortellini”, ha assicurato lei.
Wanna Marchi ha rievocato una visita ricevuta nel periodo di detenzione in carcere da parte di Daniela Santanchè: “Venne in veste ufficiale. Ma era mezza nuda: che vergogna, signora. Me la ricordo ancora: una donnona alta, con questi pantaloni di pizzo bianchi trasparenti, tutta nuda. Sembrava… vabbè lasciamo stare. Ma dico, una politica: così va in giro? Mia figlia le ha detto di andarsene, che non volevamo vederla”, le parole non proprio generose di Marchi.
Wanna Marchi e le rivelazioni sul carcere
Poi Wanna Marchi ha ricordato più nel dettaglio l’esperienza nel carcere: “Lì psicologicamente fanno di tutto per farti crollare. Alla mattina ti svegliano con la ‘battitura’: battono il manganello contro le inferriate delle celle, più volte su e giù. Una sevizia psicologica. Lo fanno tre, cinque, anche dieci volte al giorno, dipende da quanto ti vogliono molestare”.
Poi parla del trasferimento dal carcere di Bologna a quello di Roma: “Nel tragitto mi han tenuto nel blindo con le manette, eravamo cinque o sei, ammanettati. Ci fermiamo in un altro carcere per prendere qualcun altro e chiedo di andare in bagno. Avevo tutte le gambe gonfie, i capillari rotti. Dico: ‘Almeno toglietemi le manette, come faccio altrimenti?’. E loro: ‘Ce la fai, ce la fai’. (…) Mi ricordo che a uno gli ho detto: ‘Potrei essere non tua madre, ma tua nonna e mi vergognerei’(…)”.
