Neanche il “Re del Cioccolato” Ernst Knam è riuscito a sfuggire alla crisi che negli ultimi anni ha investito il mondo della pasticceria e della ristorazione.
In una lunga intervista rilasciata a Fanpage Knam ha raccontato di come sia cambiato il mondo del lavoro rispetto a quando ha iniziato lui: “Dirò una cosa impopolare, ma 35-40 anni fa le cose funzionavano diversamente, forse meglio. All’epoca si aveva fame di arrivare, lavorare per un tre stelle era la cosa più ambita per un giovane chef, fare la gavetta, sudare, olio di gomito, non c’era la televisione”.
Poi racconta cosa è successo solo lo scorso luglio: “A luglio i miei ex dipendenti hanno deciso di lasciare tutti il posto di lavoro, tranne uno. Tra gli altri c’era una mela marcia, li ha contagiati tutti e mi hanno lasciato così. I nostri pasticceri lavorano 8 ore per 5 giorni. Trent’anni fa facevamo il triplo“.
“Ma otto ore di lavoro per cinque giorni è la morte della ristorazione, perché un locale aperto a pranzo e cena avrebbe bisogno di due brigate e così un ristorante muore. Se alle quattro in punto cade la spatola, anche se il lavoro non è finito, qualcosa non va: 15 minuti in più non sono nemmeno da considerarsi straordinario”, ha concluso il pasticcere.
