Perla Vatiero qualche mese fa ha annunciato la chiusura del suo shop Perlytas, per cimentarsi in nuovo progetto che è il lancio del suo nuovo brand con lo stesso nome. A qualche giorno dall’annuncio, via social, è arrivato lo sfogo di amiche e vecchie collaboratrici che hanno spiegato come siano andate realmente le cose.
Lo sfogo di Connie, amica storica dell’ex protagonista di Temptation Island: “In questi anni ho visto tanto. Ho visto gente prendersi meriti che non gli appartenevano. Raccontare numeri mai avuti, costruirsi addosso personaggi più grandi della loro realtà. Ho visto persone brillare sotto una luce che qualcun altro, nell’ombra, si impegnava ogni giorno a tenere accesa. Ho visto sacrifici diventare abitudini, disponibilità diventare pretese e gesti fatti con il cuore trasformarsi in qualcosa di dovuto. Ho visto persone dare tutto per qualcosa che non portava nemmeno il loro nome. Metterci tempo, energie, idee, notti insonni e soprattutto una lealtà che, evidentemente, non tutti erano in grado di ricambiare”.
“Ho visto chi non sapeva nemmeno da dove cominciare diventare, agli occhi degli altri, l’artefice di tutto. E chi quel tutto contribuiva a costruirlo ogni giorno restare in silenzio, perché quando fai le cose con amore non senti continuamente il bisogno di ricordare quanto vali. Ma ho imparato che il silenzio, a volte, viene scambiato per debolezza. Che essere una brava persona non ti mette al riparo dall’ingratitudine. E che non tutti quelli che chiami amici conoscono davvero il significato della parola rispetto”.
“Perché il rispetto non si dimostra a parole. Si dimostra soprattutto quando arriva il momento di riconoscere il valore, il lavoro e ciò che spetta a chi ti è stato accanto. E sapete qual è la cosa più triste? Non è aver dato tanto senza ricevere altrettanto. È scoprire che proprio chi conosceva ogni tuo sacrificio è stato capace di comportarsi come se non fosse mai esistito”.
“Per fortuna, però, ci sono cose che non possono essere cancellate. Ci sono persone che hanno visto, che hanno lavorato al mio fianco, che sanno. E ci sono verità che non hanno bisogno di essere urlate per esistere. Non farò nomi. Non ne ho bisogno. Ho sempre preferito lasciare che fosse il mio lavoro a parlare per me. E continuerò a farlo“.
“Ma una cosa voglio dirla: potete prendervi gli applausi, raccontarvi i successi e attribuirvi tutti i meriti che volete. Non potrete mai appropriarvi delle capacità, dei sacrifici e del valore di chi quei risultati ha contribuito a renderli possibili. Perché una cosa è prendersi il merito. Un’altra è esserselo guadagnato. E alla fine, il tempo restituisce a ciascuno ciò che gli appartiene. Con la coscienza pulita. E la consapevolezza di non dover più dimostrare niente a nessuno“.
