NEWS | Loredana Bertè, la confessione: “Lo stupro? Qualcosa si è rotto per sempre”

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“La mia infanzia è un buco nero. Moltissime cose le ho come cancellate”. È l’amara confessione con cui Loredana Bertè apre il cassetto dei suoi ricordi più intimi. Un passato di cui conserva solo pochi frammenti lucidi. “Ho memoria della mia infanzia e preadolescenza trascorse nelle Marche, a Porto Recanati e Ancona. E un ricordo di un’estate trascorsa in Calabria – racconta a D di Repubblica – quando mia nonna, sempre tutta vestita di nero, mi portava da Bagnara Calabra a vendere le uova fino a Messina. Il viaggio per raggiungere il traghetto era una vera e propria avventura. Poi lei nascondeva i soldi guadagnati nell’orlo della gonna e la sera quando si cambiava d’abito faceva cadere a terra tutte le monete. Anche da bambina il Paradiso per me non c’era, proprio per niente“.

A segnare indelebilmente la vita dell’artista, riporta ancora Leggo.it, è stata anche l’esperienza della violenza sessuale subita in gioventù, un trauma di cui porta ancora i segni: “Sì, è successo. E l’ho anche raccontato nella mia autobiografia, qualcosa si è rotto per sempre. Credo che per vari motivi io sia stata costretta dalla vita a indossare una corazza (…) Alcune persone riescono a vedermi anche attraverso di essa, altri invece semplicemente mi temono o mi detestano. La prima cosa che si smarrisce è l’autostima. Si perde la fiducia e si diventa incazzati con se stessi e poi con il mondo. Io ci ho messo anni, poi piano piano ho ricominciato a volermi bene“.