Lino Banfi si è raccontato nel nuovo episodio del podcast ‘Sette Vite’ di Hoara Borselli, raccontando la sua carriera da attore facendo un bilancio. “Io la mia vita me la sono costruita come un muratore che mette il cemento buono. Con Lucia ho costruito la casa più solida che ci sia. La gente mi sente uno di loro perché non ho mai dimenticato da dove vengo”, ha detto.
E poi ha continuato: “Quando arrivo in un posto vado prima da chi soffre e poi dai potenti. Per anni mi hanno sottovalutato, ma oggi molti si sono ricreduti. Ho inventato un linguaggio, un modo di far ridere e commuovere insieme: quattro generazioni mi conoscono per questo”.
Infine ha parlato anche del suo rapporto con la morte: “Mi restano due o tre cose da fare: uno spot istituzionale, un ultimo film come voglio io e poi mi godo gli anni che restano. Sono ai tempi supplementari, ma voglio giocarli bene. Ho già parlato con la morte. Non la chiamo più morte, ma ‘Mo’. Quando arriverà, voglio che la gente sorrida. Sulla mia tomba ci sarà scritto: “Se ci tieni, falla la lacrimuccia, però sorridi”“.

